L'intelligenza artificiale sostituisce davvero i posti di lavoro, quali mansioni tocca per prime, cosa dice la legge quando un algoritmo entra nelle decisioni sul personale: nella pratica quasi nessuna azienda annuncia una sostituzione, e la trasformazione arriva sotto forma di riorganizzazione, con un'altra spiegazione ufficiale. Qui i casi con i numeri veri: quante persone, quali mansioni, quale motivazione scritta.
Centrica ha licenziato 1.300 persone e ha spiegato che a scegliere i chatbot sono stati i clienti, non l'azienda. La formula è studiata: nessuno ha detto che l'intelligenza artificiale sostituisce qualcuno, eppure milletrecento posti non ci sono più. È il modo in cui questa trasformazione arriva davvero nelle imprese — non con un annuncio, ma con una riorganizzazione che nessuno chiama con il suo nome.
Questa sezione tiene il conto di quel divario tra le parole e i fatti. Non delle previsioni sul 2030: dei documenti che esistono oggi. Il rinnovo del contratto nazionale della sanità pubblica ha introdotto per la prima volta un titolo dedicato all'intelligenza artificiale, con l'obbligo di avvisare prima e la responsabilità che resta umana dopo: una clausola contrattuale vale più di dieci convegni. L'analisi di Anthropic su 400.000 sessioni di lavoro con agenti dice che conta più l'esperienza del mestiere che il saper programmare — cioè che la competenza che si svaluta non è quella che tutti si aspettavano.
E poi c'è la geografia. In Italia l'adozione è raddoppiata in un anno, ma il divario tra chi sa usarla e chi resta fuori pesa più del ritardo sull'Europa: la media nazionale racconta una corsa, i dati per classe dimensionale raccontano due paesi.
Qui trovate posti, contratti, competenze richieste e distanze tra imprese. Gli obblighi di legge stanno in Leggi e vigilanza: sono un altro mestiere, e mescolarli farebbe sembrare una norma un fatto aziendale.