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RassegnaAI

L'uso

Riconoscimento e sorveglianza

Identificazione di persone, riconoscimento facciale, scansione di comunicazioni, monitoraggio.

1 pezzo

L'editoriale

Riconoscere una persona è un atto, non una funzione

Se il riconoscimento facciale è legale in Italia, cosa serve per verificare l'età degli utenti, entro quali limiti si può controllare chi lavora e chi autorizza questi impianti: sono domande a cui si risponde con un atto in mano, non con un principio, perché il perimetro lo fissano provvedimenti datati e capitolati di gara. Qui i pochi casi documentati, e sono pochi di proposito.

Questa sezione ha un pezzo solo. Lo lascio in evidenza invece di gonfiarla, perché il numero è già un'informazione: dei sistemi che identificano le persone si discute moltissimo in astratto e si documenta pochissimo in concreto.

Il pezzo che c'è vale però più di una rassegna intera. Il Parlamento europeo ha lasciato in vigore la scansione di massa delle comunicazioni private fino al 2028 pur avendo una maggioranza di voti contrari. Non è passata una legge: non è passata la sua abrogazione, per una soglia procedurale. È il modo più efficace di legiferare sulla sorveglianza — non decidere, e lasciare che la scadenza faccia il lavoro.

Il perimetro di questa sezione è stretto di proposito: identificazione di persone, riconoscimento facciale, scansione di comunicazioni, monitoraggio di lavoratori e cittadini. Non ci entra tutto ciò che «tratta dati personali», altrimenti diventerebbe un contenitore buono per qualsiasi cosa e smetterebbe di dire qualcosa.

Cosa cerco per riempirla: una delibera di un'autorità con l'articolo e la data, un capitolato di gara che descriva il sistema, il numero di riconoscimenti errati di un impianto in esercizio. Quando quei documenti escono, questa pagina cresce. Fino ad allora resta com'è, con il suo contatore onesto: un pezzo.

Lukas Ferrazzi