Come si riconosce un'immagine o un testo generato dall'AI, se si possono usare legalmente contenuti generati, cosa serve per dimostrarne la provenienza e quanto costa produrli: generare è la cosa che questi sistemi fanno meglio e costa poco, mentre tutto il peso, e la spesa, si è spostato sul dimostrare da dove viene quel materiale e con quale permesso. Qui i pezzi su quel passaggio.
Produrre testo, immagini, audio e video è la cosa che questi sistemi fanno meglio e che costa meno. Tutto il peso si è spostato di un passo più in là: dimostrare da dove viene quel materiale, e con quale permesso.
Dall'11 agosto i modelli più recenti di Claude lasciano una firma statistica nelle parole che generano. Nasce per l'articolo 50 del regolamento europeo, ma sposta il lavoro di prova: l'obbligo tecnico è del fornitore, l'onere di spiegare come è nato un documento resta all'azienda che lo pubblica.
A monte c'è il permesso, ed è lì che si vedono le scelte vere. Meta ha collegato Muse Image alle foto pubbliche di Instagram di chiunque venga nominato in un prompt, per impostazione predefinita. Nessuno ha violato niente: il consenso è stato ridisegnato al contrario, e l'impostazione predefinita è una posizione politica travestita da dettaglio di interfaccia.
Qualcuno si muove prima del legislatore. IFPI e RIAA hanno introdotto due bollini per distinguere la musica generata da quella assistita, senza aspettare nessun regolatore: un settore che si autoregola in anticipo di solito ha già visto il conto che sta arrivando.
Qui stanno generazione e trasformazione di contenuti, e la loro tracciabilità. Le cause sul diritto d'autore e il mestiere del giornalismo stanno nel tema Editoria e copyright: qui si guarda cosa fa il sistema, lì cosa ne consegue.