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Lukas FerrazziIl contoCosti e ritorno32 · 5 settembre 2026 · 6 min di lettura

Duecento milioni per l'intelligenza artificiale alle PMI e ventiquattro mesi per spenderli

Il 21 settembre SIMEST apre una sezione del Fondo 394/81 da 200 milioni per gli investimenti in AI, a un tasso agevolato dello 0,371% fisso. Il denaro costa quasi nulla, ma le regole sulle spese ammissibili lasciano fuori la voce che decide se un sistema sarà ancora in funzione fra tre anni.

Il 21 settembre alle nove SIMEST apre lo sportello di una nuova sezione del Fondo 394/81 dedicata agli investimenti in intelligenza artificiale e calcolo quantistico, con una dotazione di 200 milioni di euro. È un'occasione vera per chi deve comprare infrastruttura, e uno strumento sbagliato per chi vuole finanziare un agente conversazionale o un'automazione fra sistemi.

Il motivo sta in due righe di regolamento. Il fondo paga quello che si costruisce, dentro una finestra di ventiquattro mesi. Nei progetti di AI applicata la spesa che decide se il sistema sarà ancora in funzione nel 2029 non è la costruzione, è il presidio, che è ricorrente e resta fuori.

Le condizioni, lette sulle pagine ufficiali

Sulla scheda ufficiale del finanziamento, consultata il 5 settembre, l'importo minimo è di 10.000 euro e il massimo arriva a 500.000 euro per le micro imprese, 2,5 milioni per le PMI e 5 milioni per le altre imprese. La durata ordinaria è di sei anni, due dei quali di preammortamento, e per la sezione dedicata all'AI si estende fino a otto anni, con un anticipo del 50% sulle somme deliberate. Il cofinanziamento a fondo perduto arriva al 10% dell'importo deliberato, con un tetto di 100.000 euro e dentro il plafond de minimis, oggi 300.000 euro su tre esercizi.

Sul tasso conviene guardare due documenti diversi. La circolare stabilisce che l'impresa sceglie in domanda una percentuale del tasso di riferimento fra il 10, il 50 e l'80 per cento. La pagina SIMEST che pubblica il tasso agevolato, sempre al 5 settembre, indica un tasso di riferimento europeo del 3,71% e quindi un tasso agevolato dello 0,371%, fisso per tutta la durata del finanziamento. Su otto anni è denaro che costa quanto le spese di istruttoria di un fido.

Qui però finisce la parte facile.

Quello che il fondo non paga

La circolare 4/394/2023 definisce il periodo di realizzazione come l'arco in cui le spese ammissibili devono essere sostenute, fatturate e pagate. Dura al massimo ventiquattro mesi dalla data di stipula, con una proroga possibile di sei mesi. La prima rendicontazione va fatta entro dodici mesi dalla stipula, quella finale entro trenta giorni dal termine del periodo. Ogni pagamento passa da un conto corrente dedicato e ogni fattura e ogni bonifico devono riportare il codice unico di progetto.

Nell'elenco delle spese escluse c'è la riga che conta.

spese per consulenze continuative o periodiche, ovvero a copertura di costi di esercizio ordinari dell'impresa connessi ad attività regolari

Allo stesso elenco appartengono le spese relative alle attività correnti dell'impresa richiedente, comprese quelle per il proprio personale. Il testo aggiunge che i servizi di consulenza devono essere prestati da terzi indipendenti a condizioni di mercato e non devono essere continuativi o periodici.

Una precisazione sulla verifica. La versione della circolare 4/394/2023 che si scarica oggi dal sito SIMEST è l'aggiornamento del 30 aprile 2026 e la sezione dedicata all'intelligenza artificiale lì dentro non c'è ancora. Le regole che ho appena citato sono quelle del prodotto base su cui la sezione si innesta. Cosa non ho potuto controllare, e va detto, è se il testo della sezione AI ammetta la formazione del personale e l'inserimento di competenze specialistiche, come lasciano intendere le presentazioni della misura, in deroga all'esclusione delle spese di personale. Chi presenta domanda il 21 scarichi la versione in vigore quel giorno e legga il paragrafo 5.2 prima del resto.

Il conto di un assistente, con le assunzioni in chiaro

Proviamo a mettere i numeri su uno scenario che ricostruisco io, perché non esiste una fattura media di questo tipo di progetti. Una PMI manifatturiera con un assistente conversazionale sulla documentazione tecnica e sulle richieste dei rivenditori, seimila conversazioni al mese, dodicimila token in ingresso per conversazione fra istruzioni e documenti recuperati e novecento token in uscita. I token sono le unità in cui i fornitori misurano e fatturano il testo che entra e che esce dal modello.

Con Gemini 3.8 Flash, che il listino ufficiale di Google al 5 settembre 2026 prezza 0,75 dollari in ingresso e 3,75 dollari in uscita per milione di token, quello scenario costa circa 74 dollari al mese. Lo stesso listino dice che dal 1° gennaio 2027 si passa a 1,50 dollari in ingresso e 7,50 dollari in uscita, quindi la stessa quantità di lavoro costerà circa 148 dollari. Con gpt-5.6-luna di OpenAI, 0,20 dollari in ingresso e 1,20 dollari in uscita secondo il listino ufficiale consultato lo stesso giorno, si scende a circa 21 dollari al mese. Con il modello di punta della stessa famiglia, gpt-5.6-sol, 4 dollari in ingresso e 20 dollari in uscita, si sale a circa 396 dollari.

Sono cifre reali su un volume ipotizzato, e vanno lette per quello che dicono. Anche prendendo l'opzione più cara, su otto anni il consumo dei modelli sta in poche decine di migliaia di euro, e la fascia media resta sotto i duemila euro l'anno. Il costo del calcolo non è il problema di un progetto di questo tipo, ed è anche l'unica voce ricorrente che il finanziamento potrebbe teoricamente coprire, purché fatturata e pagata dentro i ventiquattro mesi.

La voce che pesa è un'altra. È la persona che ogni mese rilegge le conversazioni finite male, aggiorna le fonti quando cambia un listino, riscrive le istruzioni quando l'azienda cambia procedura, rifà i test quando il fornitore aggiorna il modello. Quel lavoro costa più del calcolo di un ordine di grandezza, non finisce mai ed è escluso per regolamento, sia che lo faccia un consulente esterno con un canone, sia che lo faccia una persona interna.

Sotto i centomila euro non la aprirei

Qui prendo posizione. Se il piano di spesa AI che riuscite a far fatturare e pagare in ventiquattro mesi non arriva a centomila euro, lo sportello del 21 settembre non è il vostro. Il cofinanziamento a fondo perduto su quel livello vale poche migliaia di euro, il beneficio del tasso su un capitale piccolo vale meno di quanto costa la gestione documentale della pratica e il de minimis che consumate non è più disponibile per le agevolazioni che vi serviranno dopo. Il fondo perduto è inoltre subordinato al possesso di almeno uno dei requisiti premiali elencati in circolare, dall'impresa femminile o giovanile alla PMI innovativa alla quota export sopra il 20 per cento, e non è automatico.

L'obiezione ragionevole è che a 0,371% fisso i soldi vanno presi comunque, anche solo per liberare cassa. La accetto a una condizione, che il piano non contenga righe che non si potranno rendicontare. Un investimento agevolato revocato in sede di rendicontazione finale è peggio di un investimento non agevolato, perché il capitale va restituito con il tasso ordinario e nel frattempo la spesa è già stata fatta.

Chi ha davanti l'acquisto di hardware di calcolo, di licenze pluriennali, di lavoro di preparazione dei dati o di certificazioni ha invece uno strumento che gli calza addosso, e con una dotazione che a 200 milioni si esaurirà per ordine di arrivo.

Una cosa concreta da fare entro venerdì 18 settembre. Scrivete una riga sola, il totale delle spese AI che potete far fatturare e pagare entro ventiquattro mesi dalla firma, escludendo canoni di presidio e ore del vostro personale. Se quel numero non arriva a centomila euro, lasciate perdere lo sportello del 21 e tenete libero il plafond de minimis. Se ci arriva, mettete in agenda il download della circolare aggiornata la mattina stessa dell'apertura.