Lukas FerrazziCostitech№ 28 · 25 agosto 2026 · 5 min di lettura
Il prezzo scontato di GPT-5.6 Sol scade il 21 novembre
OpenAI ha tagliato di oltre il 20 per cento il prezzo del suo modello di punta per tre mesi e Google vende Gemini 3.7 Flash a metà prezzo fino al 31 dicembre. Chi costruisce un agente conversazionale su questi numeri sta firmando un conto che aumenta da solo.
Un agente di assistenza che oggi costa 572 dollari al mese di modello, a gennaio ne costa 787 senza che nessuno abbia toccato una riga di codice. Non per un aumento annunciato, ma perché il prezzo su cui è stato dimensionato era una promozione con la scadenza già scritta nel listino. È la parte del taglio dei prezzi di questa settimana che non è finita nei titoli. Per chi deve far approvare un budget è la sola che conta.
Il 21 agosto OpenAI ha abbassato il prezzo di GPT-5.6 Sol per chi lo usa via api, il canale a consumo con cui un modello viene inserito dentro un software proprio. Reuters ha riportato il passaggio da 5 a 4 dollari per milione di token in ingresso e da 30 a 20 in uscita, con durata tre mesi. Ha precisato anche che gli abbonamenti Pro, Plus e Business restano ai prezzi di prima. La documentazione ufficiale è più cauta della cronaca.
GPT-5.6 Sol's promotional pricing is available at least through November 21, 2026.
Quel "at least" è tutto quello che un'impresa ha in mano sulla durata. Sul fronte opposto Google è esplicita, la pagina prezzi dell'api Gemini indica per Gemini 3.7 Flash 0,75 dollari in ingresso e 3,75 in uscita fino al 31 dicembre 2026 e 1,50 e 7,50 dal primo gennaio 2027. Il raddoppio è già una voce di listino con la data accanto.
Il conto di un agente da ottomila conversazioni
Provo a costruire lo scenario più comune fra quelli che passano dalle associazioni di categoria, un agente che risponde su prodotti, ordini e scadenze. Ottomila conversazioni al mese, sei scambi per conversazione, quattromila token in ingresso a ogni scambio fra istruzioni di sistema, pezzi di documentazione e storia della conversazione, trecento token di risposta. Sono 192 milioni di token in ingresso e 14,4 milioni in uscita al mese. Tutte assunzioni mie. Sono la parte fragile del calcolo, perché un contesto da ottomila token invece di quattromila raddoppia la voce più grossa.
Con i prezzi in vigore oggi, contesto corto e senza cache, Sol costa 768 dollari di ingresso più 288 di uscita, cioè 1.056 dollari al mese, 13 centesimi per conversazione. Se il 22 novembre il listino torna a 5 e 30 la stessa attività costa 1.392 dollari, 17 centesimi per conversazione, il 32 per cento in più.
Gemini 3.7 Flash sullo stesso scenario e senza cache costa 144 dollari di ingresso più 54 di uscita, 198 dollari al mese, 2,5 centesimi per conversazione. Dal primo gennaio 396, cinque centesimi.
La cache cambia le proporzioni ma non il verso. Su Sol i token già visti in una richiesta precedente costano 0,40 dollari invece di 4, e in un agente di assistenza la parte riusata è quasi tutta, istruzioni e documenti. Con il 70 per cento del contesto servito dalla cache il conto scende a 572 dollari al mese, 7,2 centesimi per conversazione. Dopo il 21 novembre, assumendo che la tariffa in cache resti un decimo del prezzo pieno, la stessa configurazione va a 787 dollari. Questo è l'aumento del primo paragrafo. Nasce solo dal calendario.
Cosa non è compreso in quei numeri
Tre voci che nel confronto fra i due listini spariscono e nel conto vero pesano.
Il contesto lungo. Su Sol, oltre la soglia standard, il prezzo passa a 8 dollari in ingresso e 30 in uscita. Cioè un agente che si porta dietro conversazioni molto lunghe o documenti interi paga più di quanto pagava prima del taglio. La promozione riguarda la finestra corta, ed è la parte che il titolo non distingue.
La residenza dei dati. La stessa pagina di OpenAI segna un 10 per cento in più sugli endpoint con residenza regionale per i modelli usciti dopo il 5 marzo 2026. Per un'associazione di categoria che tratta dati dei propri iscritti quella non è un'opzione, è il presupposto per firmare. Il conto da 572 diventa 629, e da 787 diventa 866.
La modalità veloce. Sempre da listino, raddoppia le tariffe. Se qualcuno la accende per far scendere il tempo di risposta di un agente vocale, il calcolo va rifatto da capo.
Non ho invece verificato la tariffa in cache di Gemini né come Google prezzi il contesto oltre la soglia, quindi il confronto qui sopra vale a cache spenta su entrambi. E i 787 dollari di gennaio valgono se il prezzo torna esattamente dov'era, che è l'assunzione più probabile ma resta un'assunzione, perché OpenAI ha scritto una data di inizio e non una di fine.
Il modello di punta non vale cinque volte tanto
Qui prendo posizione. Per un agente che risponde sul catalogo, prende appuntamenti, cerca un ordine e passa la mano a una persona quando la richiesta esce dal perimetro, la differenza fra 13 e 2,5 centesimi per conversazione non è giustificata dalla differenza di qualità. Quei compiti si giocano sulla qualità del recupero dei documenti e sulla precisione delle istruzioni, non sulla capacità di ragionamento del modello. Il modello di punta serve dove il compito è aperto, generazione di codice, analisi di documenti contrattuali, catene di passaggi lunghe in cui un errore a metà si propaga.
L'obiezione seria non riguarda il prezzo. Cambiare modello non è cambiare una riga di configurazione. Le istruzioni tarate su un modello rendono diversamente su un altro, cambiano il formato delle chiamate agli strumenti, cambia il modo in cui il modello si arrende quando non sa. Chi ha fatto due volte questo passaggio sa che la migrazione costa qualche giorno di lavoro e una serie di casi di prova rifatti. Su ottomila conversazioni al mese quei giorni si ripagano in fretta. Su ottocento conversazioni al mese non si ripagano affatto. La scelta ragionevole è restare dove si è.
L'unica scadenza che conta
Entro il 21 novembre servono due numeri. Il costo per conversazione degli ultimi trenta giorni, letto sulla fattura e non stimato. La stessa cifra ricalcolata al prezzo pieno di listino. Se il secondo supera la soglia che l'azienda è disposta a pagare per conversazione, la prova comparativa con un modello di fascia media va fatta a ottobre, quando c'è ancora un mese di margine, non a dicembre con la fattura già cresciuta.