Lukas FerrazziLa provaSul campoCosti e ritorno№ 31 · 3 settembre 2026 · 5 min di lettura
Il risparmio del 66% sull'analisi video di Gemini, verificato sul listino
Il primo settembre Google ha annunciato che la nuova modalità agentic di Gemini consuma fino all'88% di token in meno e costa fino al 66% in meno sull'analisi dei video. Ho rifatto il conto su un'ora di filmato con il listino ufficiale e la distanza fra le due percentuali racconta una cosa che l'annuncio non dice.
Il primo settembre 2026 sul blog di Google compare una frase misurabile, dentro l'annuncio della modalità agentic per l'analisi video di Gemini.
reduce analysis costs by up to 66% and token consumption by up to 88%, while improving accuracy by up to 7%
Tre numeri, tutti preceduti da un fino a. Il primo riguarda i soldi, il secondo i token, il terzo l'accuratezza. Sono numeri diversi fra loro e la distanza fra i primi due è la cosa più informativa dell'intero annuncio.
Cosa cambia tecnicamente. Fino a questa modalità un video mandato a Gemini veniva campionato a fotogramma fisso, un frame al secondo per tutta la durata, e chi lo mandava pagava l'intero filmato anche se gli interessavano quaranta secondi. Nella modalità agentic il modello apre il video come farebbe una persona, decide quali momenti guardare, a che velocità e se gli serve l'immagine, l'audio o la trascrizione. Si attiva impostando il parametro processing su agentic, funziona su Gemini 3.8 Flash, 3.7 Flash, 3.6 Flash e 3.5 Flash Lite e non ha un sovrapprezzo, come dichiara la documentazione consultata il 3 settembre 2026.
Il conto su un'ora di video
La documentazione dell'API dichiara il consumo del campionamento statico, circa 100 token per secondo di video a risoluzione bassa, che è il default, e circa 300 a risoluzione alta. Un'ora di filmato a risoluzione bassa fa quindi circa 360 mila token in ingresso.
Il listino dell'API, sempre consultato il 3 settembre, mette Gemini 3.8 Flash a 0,75 dollari per milione di token in ingresso e 3,75 dollari per milione in uscita, tariffa introduttiva valida fino al 31 dicembre 2026. Quei 360 mila token in ingresso valgono quindi 27 centesimi di dollaro.
Da qui in poi lo scenario è ricostruito da me, non è una fattura. Ipotizzo una risposta finale da mille token, che a tariffa di uscita costa meno di mezzo centesimo. L'analisi statica di quell'ora costa quindi poco più di 27 centesimi, quasi tutti in ingresso. Applico l'88% di token risparmiati e la lettura del video scende a circa 43 mila token, poco più di 3 centesimi. Se però il costo totale scende solo del 66%, il conto finale non è di 3 centesimi ma di circa 9. Restano sei centesimi da qualche parte.
Quei sei centesimi, alla tariffa di uscita, valgono circa 16 mila token. Sono il ragionamento con cui il modello naviga il filmato, e la documentazione di Gemini 3.8 Flash è esplicita nel dire che i token di ragionamento consumano la quota dei token in uscita. I due numeri dell'annuncio divergono per questo. In ingresso si risparmia molto, ma una parte di quel risparmio torna indietro sotto forma di ragionamento, che si paga cinque volte tanto. Google non lo nasconde, semplicemente pubblica il risultato netto senza il passaggio intermedio, e il passaggio intermedio è quello che serve per capire su quali video la modalità conviene.
Dove la promessa si rompe
La documentazione tecnica aggiunge due limiti che l'annuncio non richiama. Il primo riguarda la latenza. Su clip sotto i cinque minuti la navigazione interna aumenta il tempo alla prima risposta, perché il modello ragiona prima di guardare. Su un video breve il ragionamento pesa in proporzione più della lettura, quindi si paga tempo per un risparmio che tende a zero.
Il secondo limite è più fastidioso. In modalità agentic non sono disponibili le personalizzazioni della modalità statica, cioè l'indicazione dell'intervallo da analizzare e la scelta del frame rate. Chi analizza video in produzione quelle due leve le usa, perché sono il modo più semplice per non pagare i minuti che non contano.
Il verdetto
La promessa sull'88% di token regge e ha una spiegazione tecnica coerente. La promessa sul 66% di costo regge solo dove il video è lungo e nessuno lo aveva già ottimizzato a monte. Su clip sotto i cinque minuti la modalità agentic non va usata, e chi ha una pipeline che ritaglia già i filmati prima di mandarli al modello fa bene a restare in statico anche dopo questo annuncio, perché il controllo che perde vale più della percentuale che guadagna.
I limiti di questa verifica vanno detti. È una verifica documentale fatta il 3 settembre 2026 sul blog ufficiale del primo settembre e sulle pagine dell'API dei prezzi, dell'analisi video e del modello 3.8 Flash. Non ho eseguito lo stesso video nelle due modalità contando i token effettivi, quindi il miglioramento di accuratezza fino al 7% resta non controllato. Google non pubblica il set di video su cui ha misurato i tre numeri, non dice quale modello ha usato per il confronto e non dice quanto durano i filmati del test. Senza quel dato il fino a resta una promessa sul caso migliore.
La parte che ribalta il conto
C'è un dettaglio che ho tenuto da parte. Il risparmio più grande, quello vicino all'88%, lo ottiene chi mandava al modello ore di video intere senza aver fatto nulla per ridurle. Chi invece aveva già lavorato di taglio, di riduzione del frame rate e di preselezione dei momenti utili, cioè chi aveva già ottimizzato la propria spesa, oggi non può portare quelle scelte dentro la modalità nuova, perché la modalità nuova quelle leve non le accetta.
È il rovescio esatto di come si legge di solito un annuncio del genere. La percentuale più alta non premia chi ha lavorato meglio, misura quanto era sprecone il punto di partenza. Chi valuta il passaggio dovrebbe quindi calcolare il risparmio non rispetto al listino pieno ma rispetto a quello che già paga oggi, e in diversi casi i due numeri non si somigliano.